La nostra esperienza in Kenya a Watamu: i beach boys
Sono stata in Kenya, a Watamu, una settimana a fine novembre 2010. Benchè il posto sia incantevole ed il clima piacevole quello che ha sicuramente reso meno piacevole la permanenza al Sun Palm Hotel è la onnipresente presenza dei beach boys. I beach boys sono un male necessario occorre però prestare molta attenzione perchè sono diventati scaltri e soprattutto imbroglioncelli. Ti assalgono il primo giorno per venderti il pacchetto safari (2 gg 1 notte), safari blu e gita a Malindi e non ti mollano fino a quando non l’hai acquistato o non li hai mandati a quel paese in malo modo. Avevamo comprato da Willy il pacchetto suddetto per due adulti ed un bambino a 570 euro il giorno stesso del nostro arrivo (mercoledì) e versando immediatamente come caparra 170 euro. Willy non l’abbiamo più visto per il resto del soggiorno. Il venerdì partiamo per il safari ma prima della partenza un altro beach boy (Amedeo) ci porta in agenzia per il saldo totale. Non discuto sul fatto che il pulmino con cui ci hanno portato era scassatissimo nè sul fatto che non abbiamo visto gli ippopotami che sono in un punto del fiume che tutti conoscono. La domenica appuntamento per il safari blu. Sveglio presto la bambina, rapida colazione e siamo in spiaggia. Qui ci accoglie Amedeo dicendo che non ci sono abbastanza clienti per andare al safari blu ma che magari si poteva andare nel promeriggio a Malindi. Gli faccio notare che è domenica e che quindi i negozi potrebbero essere chiusi, ma lui mi rassicura che sarebbero stati tutti aperti: bugia! Chiedo ai bagnini in spiaggia e loro mi dicono che a Malindi di domenica pomeriggio è meglio non andarci. Torno da Amedeo che mi dà appuntamento il mattino dopo per il safari blu. Arriviamo all’ora programmata e con un pulmino ci conducono al porto. Il safari blu doveva essere a Sardegna 2 invece ci portano prima a fare il bagno nel parco marino di Watamu poi in un’isola in un canale dove ci sono le mangrovie. Qui mangiamo e per il resto della permanenza siamo alla mercè dei venditori che ci assalgono come al solito.
Non si poteva fare neanche il bagno esseno un canale fangoso! Alle 16 ci riportano al porto e ci lasciano qui! Non c’è nessun pulmino e siamo costretti a tornare a piedi in hotel passando per il villaggio sotto un sole cocente: circa tre quarti d’ora di cammino a passo svelto! Ma ancora nessuna lamentela. Dal momento che il giorno successivo sarebbe stato l’ultimo di permanenza in Kenya chiediamo ad Amedeo di andare a Malindi la sera. Prendiamo appuntamento per le 21 fuori l’hotel. Noi puntuali come al solito, ma di Amedeo nessuna traccia! Aspettiamo fino alle 21.30 poi ci accodiamo ad un altro gruppo ripagando ciò che avevamo già pagato! La mattina seguente mi reco da Amedeo chiedendogli il rimborso dei 30 euro che avevamo speso per andare a Malindi. Lui mi dice che i solidi non li ha lui ma Willy e mi indica il posto dove trovarlo.Quando lo vedo gli espongo la medesima richiesta e lui mi risponde di andare da Amedeo, ma visto che Amedeo era poco distante dico vieni tu a dirglielo. Willy viene ma come vede Amedeo comincia a sbraitare e se ne va in malo modo mandandoci a quel paese. Alchè gli dico che mi sarei rivolta alla polizia e lui mi dice: vacci vacci alla polizia così poi dopo paghi anche loro! Sulla spiaggia c’era una jeep della polizia turistica a cui ho raccontato l’accaduto.
Chiamano Willy al telefono che mi dicono chiamasi Jafar e mi spiegano che spesso questi ragazzi cambiano nome dopo che hanno combinato qualche bidone a qualcuno.
Sapete la cifra che mi hanno chiesto? 280 euro!! Alla fine dopo un tira e molla estenuante gli ho dato 50 euro! qualche giorno dopo mi sono resa conto dei prezzi e di quanto fossi stata fregata.
Infatti il prezzo in aeroporto (molto superiore a quello al villaggio!) era: 8 euro per i candelabri, 3 euro per la ciotolina e circa 10 euro per il quadretto! Consiglio numero uno: non acquistate niente il primo giorno, siate decisi e sentitene più di uno. Consiglio numero due: evitate di comprare il pacchetto per le tre gite, meglio una alla volta. Il prezzo più basso che ho sentito per il safari di due gg è di 150 euro. Andare a malindi in 4 o 5 persone comporta una spesa procapite di 5 euro. Consiglio numero tre: non pagate in anticipo, per i servizi non usufruiti è davvero arduo ottenere un rimborso. Consiglio numero quattro: contattate qualche agenzia locale in anticipo, da casa via internet e considerate i prezzi che vi ho già detto. Per il pacchetto tris l’importo non dovrebbe superare i 230 euro. Se vi dovesse capitare una fregatura, come è capitata a noi, non esitate a rivolgervi alla polizia turistica. Sono molto cordiali e ci tengono a che noi turisti portiamo a casa un bel ricordo della loro terra anche perchè in Kenya oltre il turismo non c’è null’altro. Portate con voi tutto quello che avete (caramelle, articoli di cancelleria, zaini, cappelli,magliette, scarpe, sapone, medicine e quant’altro) e vi assicuro che non vi basteranno per accontentarli tutti. Portate con voi una buona dose di pazienza che per i primi giorni vi sarà utile per fronteggiare la presenza davvero a volte insopportabile della gente di spiaggia.
Conoscevo già i beach boys di Zanzibar ma vi assicuro che questi sono un miliardo di volte più insistenti e soprattutto tentano di fregarvi. Il clima a fine novembre è delizioso: c’è un bel caldo, ma non insopportabile, non ci sono zanzare (neache una), le piogge sono scarsissime e l’acqua del mare e della piscina è piacevolmente calda. Ci sono ancora alghe in spiaggia che scompariranno ai primi di dicembre (o almeno così ci hanno detto). Comodissima la scheda per il cellulare Safaricom: 60 centesimi al minuto per le telefonate in Italia e 10 cent. per gli sms.












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Data: 15 dicembre 2010




