Sudafrica: diario di viaggio

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Scritto da: - Categoria: Africa

Informazioni, consigli e dritte utili per chi visita il Sudafrica

Questo vuole essere un promemoria per tutti i viaggiatori che intendono visitare il Sudafrica. Partiamo subito dai consigli di ogni tipo.

Come vestirsi: noi siamo stati in Sudafrica nel mese di giugno per cui in questo periodo è opportuno vestirsi a cipolla, in quanto si entra nel loro inverno, se inverno si può chiamare, perchè a Cape town, Johannesburg, Parco Kruger in pieno giorno c’erano ben 27 gradi. La notte però il freddo incalza, e nel Parco di Kruger si raggiungono all’alba anche gli 0° gradi. Quindi, per chi pensa di fare una capatina in questo splendido parco è d’obbligo l’abbigliamento a cipolla, dal cappello di lana a quello in cotone, dal maglione lana alle maglie a manica lunga per le zone savana.

Utilizzo del telefono: noi abbiamo utilizzato il Vodafone Passport attraverso la compagnia corrispondente Vodacom (ricerca automatica o manuale sul cellulare, appena sbarcati). In caso di telefonate frequenti, tuttavia, risultava molto conveniente l’uso delle carte Wordcom o simili, in tagli da 10 20 o 50 rand. Durano moltissimo, rispetto ai nostri parametri.

Moneta: è indispensabile il cambio in dollari, poi ricambiati in Rand, la moneta del luogo. Agli uffici di cambio l’euro è accettato direttamente ( 1 euro = 8,45 rand in giugno 06) e gli sportelli bancomat per il prelievo sono diffusi.

Lingua: viene parlato tranquillamente l’inglese.

Volo: ottimo il servizio della SAA (SouthAfrican Airways).

Cibo: nel nostro itinerario i pasti liberi erano limitati, varia ed apprezzabile la cucina a buffet dei Protea Hotel, in particolare di quello sito nel parco Kruger dove abbiamo assaggiato impala, kudu alla griglia, facocero e coccodrillo. Negli altri abbondanza di riso, zucca dolce, pollo, spinaci (moroccos), mais; tanta e coloratissima frutta. Rinomato (sin troppo) il Magdeleine di Pretoria; tribalissimo e suggestivo il Lekotla di Joburg, in Mandela square.

Vino: assolutamente da assaggiare il Jordan Blanc fumé Stellenbosch.

Precauzioni Sanitarie: in giugno, spostandoci a nord fino alla parte meridionale del Kruger, abbiamo deciso di non fare la profilassi. Avevamo portato con noi il malarone, ma vista la stagione secca ed il basso livello delle acque, ci siamo convinti a non utilizzarlo. Unico accorgimento lo spray omeopatico dissuasivo per gli insetti, preparato in erboristeria e il solito autan.

Sicurezza: nel nostro caso nessuna noia, ma eravamo molto spesso guidati. Liberi e tranquilli a Cape town (Waterfront e lungomare, pomeriggio fino al tramonto; waterfront dopocena; Long street, pomeriggio) Dullstrom, mattina, Graskop, pomeriggio; Johannesburg tardo pomeriggio.

Cosa visitare.

Cape town, il lungomare (tra Bantry Bay e Waterfront) nel pomeriggio, la table mountain di mattina (se fa bel tempo), la zona centrale (Long street) nelle ore diurne, il quartiere arabo/malese, Water front verso sera, magari per cena o dopocena.

La Baia del Capo: il Capo di buona speranza, per capacitarsi che siamo all’incrocio tra due oceani, e che laggiù all’orizzonte c’è la fine del mondo… occhio semmai ai babbuini Chacma (non fategli percepire odore di cibo); la colonia di pinguini a Simon’s town.. .Sembrano domestici; l’isola delle foche, non troppo presto la mattina (utile che sia soleggiata); il giardino botanico di Kirstenbosch, molto ricco di specie vegetali delle più varie e spettacolari.

La savana: Kruger park è vastissimo, in una giornata già resti stupefatto, se ne hai di più a disposizione probabilmente la storia prosegue. Suggestivo cenare e pernottare in un lodge all’interno o al limite del parcoIl Mpumalanga, sconfinato, vasto e armonioso: dallo scenario rurale similbritannico (pranzo alla Farm Corn&cob, non lontano da Nellspruit) alle località montane, sperdute e placide come Dullstrom, fino al Shangana villane di Hazyview, riproduzione artefatta ma non superflua della vita tribale. Soprattutto, il Drakensberg: sorprendente per vastità di dimensioni e d’orizzonte, specie lungo il Blyde river canyon. Inatteso.

Dullstrom: qui il caffè più buono (l’unico?) di tutto il Sudafrica (è in montagna, 2100 metri…) Pilgrim’s rest: l’esperienza di una notte in una delle località più grigie e finte di tutta l’Africa (edifici tutti in latta stile ottocento, come all’epoca della locale febbre dell’oro): eppure permane un forte senso di quello che fu un periodo breve ma intenso per questo paese Pretoria: vista solo dal finestrino. Sorprende la presenza pressoché esclusiva di gente di colore, nel centro della capitale.

Johannesburg: Ecco uno dei percorsi tra i forti contrasti del Sudafrica: ascesa in collina (Newtown), ridiscesa fino alle vie centrali (noi eravamo guidati, oppure in cab taxi), passeggiata nel mall di Sandton che circondano Mandela Square. Robben Island, casa di Mandela, Chiesa e Petersen memorial a Soweto: tappe obbligate, se volete andare indietro nella storia recente. Le township (nel nostro caso Soweto a Joburg, e Khayelitsha a Cape town, guidati e.. Scortati fino all’interno di due Primary school): se volete andare a fondo della storia… In corso.

Pur avendo una certa reticenza per i viaggi organizzati non siamo rimasti per niente delusi. Si è trattato infatti di un viaggio che unisce il piacere della scoperta dei luoghi a quello dei rapporti con la popolazione locale. Ho ancora nel cuore il calore dei bambini delle scuole che abbiamo visitato, il sorriso di quei bambini a cui la vita non sempre sorride e che con un piccolo contributo abbiamo potuto aiutare.

Spero vi sia stato utile, a presto!

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