Tunisia itinerario consigli di viaggio
Tunisia itinerario consigli di viaggio
Ho prenotato l’intero viaggio da internet, non avendo alcuna intenzione di pagare le spese d’agenzia e avendo avuto la fortuna di beccare un last minute! Parto i primi di settembre da Roma per Monastir. Vi racconto in breve il mio itinerario in Tunisia: Monastir, Sousse e Port El Kantoui.
Itinerario Tunisia
MONASTIR
Da visitare assolutamente il Mausoleo di Bourghiba, primo presidente della Tunisia indipendente e “Padre della Patria” per arrivare a questo mausoleo attraverserete un vialone che ai lati è praticamente un cimitero con le tombe dei cittadini, stranissime, perchè piastrellate, si, avete capito bene!, I parenti lastricano con le comunissime ceramiche che noi mettiamo nelle nostre cucine e bagni, le tombe dei loro cari. Non perdete il grande anfiteatro romano di El Jem. Niente male il Ribat, una sorta di monastero musulmano fortificato, che è diventato un museo. Il mare non è niente di speciale, spiagge piene di alghe che purtroppo non vengono portate via se non raramente, sterco di cavalli e cammelli che vengono lasciati liberi di scorrazzare, attenzione ai bambini, perchè può essere pericoloso, noi raggiungevamo Monastir a bordo di graziosi vagoncini scoperti, trainati da una motoretta.
SOUSSE
E’ una cittadina con mura e dei bastioni conservati molto bene, il colore predominante è l’ocra, che si fonde con l’azzurro del mare, molte case hanno i portoni dipinti colorati d’azzurro e quando sono aperti si può curiosare le abitazioni interne. La vecchia medina, con il suo intricato dedalo di stradine tortuose, i mercati colorati e dalle profumatissime spezie, in cui sicuramente verrete fermati continuamente con inviti insistenti a visitare i loro negozi e se mostrerete curisoità per qualche oggetto e chiederete il prezzo, sicuramente non vi molleranno più, con contrattazioni che vi sfiniranno e al quale cederete sicuramente per primi. Tutti i popoli arabi amano le contrattazioni per loro e impensabile non discutere sui prezzi.
All’interno della medina si può accedere da un’apertura delle mura che è stata provocata dalle bombe dell’ultima guerra mondiale e così rimasta. Continuando nella medina vedrete un altro importante monumento, arrivato sino a noi dal tempo degli ottomani è la Zaouia Zakkak, al suo interno c’è una moschea ed una scuola coranica, queste non non sono visitabili, ma dall’esterno potrete ammirare il minareto. Proseguendo per le stradine e vicoli, che si intersecano e si rincorrono come a formare un disegno astratto, arriverete all’antica Kasbah. A questo punto troverete una torre quadrata chiamata Kalefh, che nell’antichità era adibita alla difesa della città, perchè essendo molto alta pemetteva di avvistare le navi nemiche e che oggi è utilizzata come faro. Oggi in un’ala della Kasbah è ospitato il Museo Archeologico , che però non abbiamo visitato.
Alle ore prestabilite per la preghiera dalle moschee che sono numerose, sentirete la voce dei muezzin che si diffondono nel centro abitato, è singolare la prima volta che le sentirete, perchè è un suono strano per chi non c’è abituato. Il Ribat (così sono chiamate le fortezze) e il Nador sono ben conservati, la torre di avvistamento, è la struttura più antica della medina e risale alla fine del settimo secolo, se anche non salirete non perderete molto, il panorama non è particolarmente attraente.
PORT EL-KANTAOUI
E’ molto diverso dalle altre due città visitate, perchè un po’ come Sharm è sorto praticamente dal nulla, ad uso e consumo dei turisti, tutto verte intorno al suo porto peraltro con dei bellissimi yacht, sulla quale si concentrano dei villaggi turistici lussuosissimi, troverete anche un campo da golf conosciutissimo nel mondo. Non apettatevi quindi antichità da visitare, tutto è moderno e simile a qualcunque altra cittadina marina, qui tutto è fatto a misura del turista, troverete bar e ristoranti, negozi di souvenirs, troverete perfino un centro di divertimenti dove delle comparse vi accoglieranno con addosso i costumi degli antichi romani, vi domanderete siete a Roma o in Tunisia? Troverete ragazze tunisine con l’ombellico che sbuca dalle magliette corte e jeans, magari con mamme velate, è singolare l’incontro tra il moderno e l’antico che a differenza di altri paesi mussulmani troverete in Tunisia. Ho notato che non sono molto considerati gli italiani, a differenza dell’Egitto dove siamo più stimati. Le case chiamate “menzel” sono costruzioni molto basse, con grandi cupole rotonde, tipico della cultura araba; bianche con finestre e porte azzurre e senza finestre al piano terra.
Il bianco, ovviamente serve per respingere i raggi del sole, mentre l’azzurro e il blu, servono per allontanare i numerosi insetti.
Cucina Tunisina
Ovviamente il piatto più rinomato e il cous cous di carne e pesce, e, la brick (dolce ripieno con frutta secca e ricoperto di miele), troppo dolce per i miei gusti il piatto nazionale “brik” tipo panzarotto fatto di sfoglia sottilissima di uovo fritto con altro uovo dentro che a me personalmente non piace. Un loro liquore è una specie di grappa di fichi, il boukha.
Sulla guida c’è scritto che sarebbe da evitare per non bruciarsi la gola, io non l’ho assaggiata, ma qualche uomo abituato ai liquori forti può verificarne la bontà. L’ojja, sono delle uova strapazzate con pomodoro, harissa olive e prezzemolo ed abbondanti spezie come cumino e zafferano, innaffinano quasi tutti i cibi. Soprattutto a pranzo, i tunisini sono soliti consumare una zuppa. La più comune è la chorba fatta con ceci e spezie, questa personalmente l’ho trovata buonissima, ottine anche le felafel, polpettine di fave. A volte possono essere presenti pezzi di carne quindi è meglio chiedere prima. Come carni, si mangia essenzialmente pollo, agnello e manzo. Si possono gustare con il couscous oppure grigliate. Se decidete di prendere una grigliata di carne mista, si avranno generalmente delle costicine d’agnello, salsicce di pollo o tacchino speziate (merguez).
N.B.Vi consiglio quando visitate dei luoghi di fare anche una capatina nei ristoranti è un modo per conosciere appieno gli usi e costumi, di solito nei villaggi i piatti locali sono adattati ai nostri palati. Insomma il nostro viaggio è stato positivo per addentrarci nella cultura islamica, ma per quello che riguarda la vacanza balneare non troppo entusiasmante, spiaggie troppo piene di alghe e poco curate.
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