Weekend a Bratislava: racconto di viaggio ricco di consigli, informazioni e dritte utili
Arrivo all’ aeroporto M.R. Stefanik di Bratislava nel primo pomeriggio di una bella giornata di marzo. Dall’ aeroporto saliamo sul treno che ci porterà alla stazione centrale di Bratislava, la stessa dove venne girato il film ” Hostel”. La stazione ferroviaria è piccolina e si trova a circa un chilometro e mezzo dal centro città. Senza nessuna cognizione del luogo, attendiamo un bus che ci possa portare nel cuore della capitale slovacca, da dove poi sarebbe iniziata la ricerca di un alloggiamento per la notte. Attacchiamo bottone con due ragazze francesi giunte dall’ aeroporto Stefanik in centro città come noi. Per nostra fortuna parlano un discreto italiano avendo studiato a Milano un’anno. Le due francesi avevano prenotato dalla loro patria in un ostello nelle vicinanze del centro, cosicchè decidiamo di aggregarci a loro nella speranza di trovare un paio di letti per le due nostre povere anime. Partiamo tutti insieme alla ricerca dell’ ostello, trovato facilmente dopo poco più di un’ ora. Il posto è carino, siamo vicini al centro e la stanza dove passeremo la notte è pulita e accogliente. Cosa gradita, la prima sera siamo solo io e zio al suo interno. Una volta posato i bagagli partiamo alla scoperta della città. Per prima cosa andiamo alla ricerca di un ristorante dove consumare la nostra cena. Dopo una breve passeggiata nelle vie del centro della città vecchia ci dirigiamo verso un locale dove poter bere qualcosa a buon prezzo. Troviamo lungo la via principale Michalska un bel bar dove poter posare il nostro sedere ormai stanco. La consumazione è decisamente costosa, fors’ anche più che in Italia. Verso mezzanotte facciamo rientro in camera, in modo da poterci svegliare la mattina seguente di buon’ ora. Il giorno seguente prenderemo infatti il primo treno che dalla capitale Slovacca ci porterà dritti dritti a Vienna….ritorno e festa nella capitale slovacca……dopo un paio di notti passate nella capitale Austriaca facciamo ritorno a Bratislava dove passeremo i restanti due giorni. Arrivati alla sera del sabato facciamo ritorno all’ alloggiamento dove avevamo sostato un paio di giorni prima. Ovviamente da buon italiano io cerco la frode e ciò mi comporterà una notte lunga, molto lunga. Dopo aver posato i bagagli e dopo una doccia rigenerante, usciamo per le vie di Bratislava in cerca di un locale dove mangiare ‘seriamente’ qualcosa di buono. Trovata un’ osteria non lontano dalla piazza principale, iniziamo la serata gustando una buona birra del posto. Il locale è semplice ma carino, sembra più un bar che un posto dove consumare una cena.
La proprietaria è cordiale e simpatica. Mangiamo e beviamo in tranquillità, tra musica e tanto alcool (non come il ragazzo al bancone sia chiaro, che in un paio di ore si fece preparare una quindicina di tequila bum bum). Dopo aver pagato la cena un prezzo irrisorio, usciamo per le vie della città affollata come si conviene ad una capitale. Dopo una breve passeggiata lungo la via Michalska, decidiamo per l’ entrata la discoteca più ‘in’ di Bratislava, il Charlie, che ci era stato consigliato dalla proprietaria dell’ osteria. Dopo un breve problema con il mio bancomat riusciamo finalmente ad entrare al suo interno pagando poche euro. La discoteca e su tre livelli, il piano terreno e poi due seminterrati. Al livello pianterreno la musica è bassa, mentre nelle altre due sale vi si trova la discoteca vera e propria. Essendo ancora presto la discoteca non è molto affolata. Decidiamo quindi di iniziare a bere qualcosetta. Ogni consumazione costa poco più di tre euro e cosi i primi Campari e Coca Bacardi vanno giù che è un piacere. Ormai siamo mezzi ubriachi per non dire completamente. Inziamo la festa in pista e successivamente io mi sposto sui cubi dove tra tedeschi e slovacche mi diverto come un matto. Continuamo a consumare alcolici fino a quando una ragazza mi tira dal basso i pantaloni per attirare la mia attenzione. Io sul cubo che vengo ‘attanagliato’ da una ragazza è senz’ altro memorabile se non utopia. Quando mi abbasso per vedere cosa questa donzella desidera alle sue prime parole mi si blocca il fiato. ‘Ma tu sei di Saluzzo vero?’ A questo punto, tra me e me inizio a riflettere qualche secondo. La guardo, mi guardo attorno.
La sveglia, purtroppo, suonò nuovamente prestissimo. Iniziamo il tour alla scoperta della città addentrandoci nella solita via Michalska dalla porta di San Michele, l’unica che si è salvata della quattro porte munite di torri che facevano da ingresso alla città medioevale attorniata da mura erette a fortificazione della città. La via principale porta alla piazza Hlavnè Namestie dove si erge il vecchio municipio. La piazza è molto carina, tranquilla e circondata da armoniosi edifici tra cui l’ ambasciata del Giappone. Il municipio è un’edificio di pietra, il più antico della città. La torre, che fa parte del municipio, aveva inizialmente il carattere difensivo per gli abitanti della casa ed oggi è uno dei simboli di Bratislava. Proseguendo lungo la via adibita ad isola pedonale si giunge nella piazza dove è ubicato il teatro nazionale slovacco. La mattinata la passiamo passeggiando lungo le strade e stradine della città vecchia spingendoci fino alla riva del Danubio lungo la via Ruzusovo Nabrezie, mentre nel pomeriggio ci spostiamo alle pendice del castello, posto poco fuori le mura di cinta. La struttura è imponente, e lo si può vedere da ogni angolo della città. Dalle sue mura si può godere di un’ ottima vista su Bratislava.Cerca gratis la migliore offerta del momento!
Il castello è una costruzione storica che domina la città e che è stata luogo di molti eventi storici. I primi residenti del castello furono i Celti, più tardi i Romani e poi gli Slavi. La prima notizia documentata è del 907 negli annali di Salisburgo, in riferimento alla battaglia a Brezalauspurch, che segnò la fine d’Impero della Grande Moravia. Di questo periodo si sono salvate le fondamenta della basilica a tre navate. Nel X secolo, nel periodo del regno del re ungherese Stefano I, presso il castello venivano coniate le monete con la scritta BRESLAWA CIVITAS. Nel XV secolo il castello assunse la sua forma attuale e durante la sua ricostruzione fu ampliato e rinforzato in vista degli attacchi degli hussiti. Durante i secoli il castello è stato modificato, ricostruito, devastato e ancora ristrutturato. Nel 1811 scoppiò un terribile incendio, causato dall’imprudenza dei soldati napoleonici..
Il fuoco distrusse Io da piccolocompletamente il castello e per 150 anni sulla città dominavano soltanto le sue rovine. Dopo una ricostruzione assai onerosa, il castello nel 1968 si è nuovamente presentato nella sua bellezza originaria. Oggi le sue sale ospitano alcune collezioni del Museo Nazionale Slovacco, e vengono utilizzate come sale di rappresentanza del governo Slovacco. Dopo un breve giro al suo interno dove non vi è nulla di particolare da annotare, ritorniamo verso il centro città.Ormai sera andiamo a mangiare insieme alla nostra concittadina in un bellissimo bar nelle vicinanze del centro. Terminata cena accompagnamo questa ragazza nel quartiere universitario, dove essa risiedeva, ad un paio di chilometri dalla via Michalska. Per le strade della città, nessuno. Nonostante fossero appena le undici. Dopo aver passato una notte di riposo e molto più tranquilla di quella precedente, ci alziamo per l’ ultima mattinata in terra slovacca. Dopo una passeggiata e colazione lungo le vie della capitale, saluto lo zio e riparto con destinazione stazione ferroviaria, da dove a poco sarei ripartito per la Polonia.
Nel complesso Bratislava è una città carina, anche se il centro storico non è molto grande e non offre molto agli occhi del visitatore. I prezzi sono bassi rispetto alla media europea, ma la vicinanza con Vienna la rende una meta appetitibile!




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Data: 01 settembre 2010



