Mangiare all’estero: rischi e precauzioni
La maggior parte dei circa 10 milioni di italiani che ogni anno partono per l’estero, sottovaluta i richi de cibo. Parola degli esperti della Società italiana per la medicina dei viaggi e delle migrazioni (Simvim) secondo cui ogni viaggio nasconde le sue insidie e ogni viaggiatore ha sue caratteristiche che lo espongono a rischi ben precisi.
Cosa bisogna fare per evitare i rischi?
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Anzitutto il buon senso
Basta poco per mettersi al riparo dai fastidiosi inconvenienti (intossicazioni, diarree, ecc.). L’ideale è innanzitutto rivolgersi ai Centri di medicina dei viaggiatori, sparsi su tutto il territorio nazionale, in modo da prendere le informazioni necessarie e partire preparati e ben equipaggiati. Ma si può comunque fare tesoro di una serie di consigli generali:
1.Chi sceglie i Paesi freddi deve senz’altro prediligere cibi caldi con buon potere calorico, alta percentuale di carboidrati per avere energia in tempi più rapidi, e buona presenza di proteine e grassi per l’energia di accumulo. Mentre chi decide di avventurarsi nelle zone polari, per esempio, deve sapere che le popolazioni locali si nutrono moltissimo di fegato. Una pietanza che garantisce l’apporto di sostanze nutrienti importanti, ma che può far rischiare l’intossicazione da vitamina A in chi non è abituato.
2. Un decalogo per i Paesi caldi
La maggior parte dei vacanzieri italiani sceglie di solito i Paesi caldi, dove i rischi più diffusi sono la contaminazione degli alimenti e delle acque, la disidratazione, la fatica e il disagio legati a situazioni particolarmente estreme, come il deserto. Per loro ecco un piccolo vademecum con le 10 regole d’oro: 1. Bere acqua purificata o, se imbottigliata, addizionata di Co2; 2.
3. Attenzione a questi cibi!
C’è anche una “lista nera” dei cibi pericolosi da evitare.
Resistete alla tentazione di piatti offerti da bancarelle o ristoranti poco raccomandabili. Da evitare sono soprattutto molluschi, pesci e crostacei, che possono nascondere pericolose insidie, come la “ciguatera”, una malattia da consumo di pesci predatori che hanno ingerito molluschi o altri pesci tossici. La più classica delle conseguenze potrebbe essere un’intossicazione da frutti di mare, o reazioni allergiche agli sgombroidi, la seconda patologia più segnalata ai centri di medicina dei viaggi dopo la diarrea del viaggiatore (lamentata dal 60% degli utenti).
4. Bambini e anziani, i più vulnerabili
Le regole da seguire cambiano poi a seconda dell’età e delle caratteristiche fisiche. Le categorie più vulnerabili sono senz’altro i bambini, a rischio disidratazione nei climi caldi, e gli anziani per i quali vale la “regola dei tre pugni”: uno di carne, uno di verdura cotta e uno di frutta fresca, il mix ideale per salvaguardare la salute durante i viaggi.
5. Bandito l’alcol in ogni caso.
Ma attenti soprattutto alla birra. In alcune località si usa masticare i cereali che poi vengono messi in fermentazione in condizioni poco igieniche. __________________




Data: 05 ottobre 2007



